domenica 28 maggio 2017

«Perseverantes unanimiter in oratione»



This last Sunday of Eastertide before Pentecost could be considered the “Prayer Sunday.” In today’s gospel, we read a passage from chapter 17 of John. This chapter is the conclusion—better, the climax—of the discourse that Jesus delivers to the apostles during the last supper. Well, at this point Jesus stops speaking to his disciples and turns to God in prayer. He addresses God in a way familiar to him, calling God “Father” (Abba). Since he does not pray only for himself, but even for his disciples—thus playing a role of intercessor—this prayer has been called the “high priestly prayer.”

giovedì 25 maggio 2017

«Ego vobiscum sum omnibus diebus»



We are reading this year the gospel of Matthew. Well, among the three synoptic gospels, Matthew is the only one not to mention the ascension of Jesus. Luke, on the contrary, writes about it twice—at the end of his gospel and at the beginning of the Acts of the Apostles (we have heard this latter account in the first reading).

domenica 21 maggio 2017

«Manifestabo ei meipsum»



Today’s gospel is the continuation of last Sunday’s selection. It is a passage taken from the long discourse delivered by Jesus during the last supper. If you remember, last week Jesus revealed his own identity to his disciples: “I am the way and the truth and the life. No one comes to the Father except through me. If you know me, then you will also know my Father … Whoever has seen me has seen the Father … I am in the Father and the Father is in me.” Now, it is time for promises.

lunedì 15 maggio 2017

«Ego sum via»



On the last three Sundays of Easter the gospel reading provides some excerpts from Jesus’s discourses during the last supper. This year we read two selections from chapter 14 of John. In the passage we have just heard, Jesus invites his disciples not to be troubled and to have faith in him, just as they already have faith in God. It is an indirect way to exhort them to put Jesus on the same level as God.

martedì 9 maggio 2017

A proposito di rigidità



Qualcuno dirà che voglio fare le pulci al Santo Padre. Il fatto è che quando un Pontefice — con i suoi buoni motivi che non sarò io a contestare — decide di abbandonare quell’aura sacrale che aveva finora avvolto la sua persona, per mettersi al livello degli altri, è inevitabile che, cosí facendo, si esponga a possibili critiche. Penso che questo Papa Francesco lo abbia previsto e che, tutto sommato, non solo non gli dia fastidio, ma gli faccia pure piacere. È ovvio che, se un Papa non limita il suo magistero alle encicliche e ai discorsi ufficiali, ma ritiene utile tenere quotidianamente una meditazione a braccio sulla liturgia del giorno, qualcuno possa avanzare degli appunti alle sue riflessioni, che non sono — come ho avuto modo di dire in altra occasione — “magistero” propriamente detto, ma semplice esercizio del munus docendi della Chiesa, come nel caso di qualsiasi altro sacerdote. Ciò che conta è che, se si fa una legittima critica, essa si mantenga nei limiti della buona educazione ed entro i parametri previsti dal diritto:
In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, [i fedeli] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità delle persone (can. 212, § 3).

domenica 7 maggio 2017

«Ego sum ostium»




The fourth Sunday of Easter is the “Good Shepherd Sunday.” On this Sunday, some passages from chapter 10 of John’s gospel are read. This year we read the beginning of the chapter. If you remember, during Lent, namely on the fourth Sunday, we read chapter 9, that is to say the healing of the man born blind. At the end of that story some Pharisees ask Jesus: “Are we also blind?” And Jesus replies: “If you were blind you would have no sin; but now you are saying, ‘We see,’ so your sin remains.” Well, the Good Shepherd discourse that we read in chapter 10 is the continuation of Jesus’ answer to the Pharisees.

martedì 2 maggio 2017

Meglio atei?



Confesso di non aver mai seguito con eccessiva attenzione i Papi nei loro viaggi apostolici. Son sempre stato del parere che, quando un Papa visita un paese, è giusto che se lo godano i fedeli e gli abitanti di quel paese. I discorsi che pronuncia in quella particolare circostanza sono in genere rivolti a loro e non a tutta la cristianità. Di solito perciò mi limito a leggere i titoli dei resoconti giornalistici, pur sapendo che, il piú delle volte, essi evidenziano solo alcuni aspetti, spesso marginali, di quanto ha effettivamente detto il Santo Padre.